ACCOGLI LA RABBIA DEI BAMBINI

 LA RABBIA DEI BAMBINI: COME ACCOGLIERLA SENZA SPEGNERLA

La scena è questa: tuo figlio esplode. Urla, piange, magari butta qualcosa per terra. Il tuo primo istinto è fermarlo, calmarlo, farlo smettere il prima possibile. È normale. La rabbia dei bambini è scomoda, è rumorosa, mette a disagio. Ma spegnerla non è la soluzione. Anzi, spesso è il problema.

La rabbia è un’emozione sana. È il segnale che qualcosa non va, che un bisogno non è stato soddisfatto, che un limite è stato superato. Un bambino che si arrabbia non è un bambino cattivo. È un bambino che sta comunicando nel solo modo che conosce in quel momento.

Il punto non è eliminare la rabbia. È insegnargli a attraversarla.

La prima cosa da fare, e anche la più difficile, è non contrastarla con la stessa intensità. Abbassare la voce invece di alzarla. Avvicinarsi invece di allontanarsi. Stare lì, anche in silenzio, mentre la tempesta passa. I bambini in piena esplosione emotiva non possono ragionare: la parte del cervello che gestisce la logica è temporaneamente fuori servizio. Non serve spiegare, non serve negoziare. Serve presenza.

Quando la tempesta si calma, quello è il momento giusto per parlare. Non prima. Puoi dire semplicemente: “ho visto che eri molto arrabbiato. Cosa è successo?” Senza giudizio, senza “non si fa così”, senza paragoni con altri bambini che si comportano meglio.

Nel tempo, un bambino che impara che la sua rabbia viene accolta senza essere punita, inizia a gestirla meglio. Non perché gli è stato detto di farlo, ma perché ha visto che c’è uno spazio sicuro in cui sentirsi anche quando è difficile.

La rabbia non va spenta. Va accompagnata.




Commenti