IKIGAI PER MAMME

IKIGAI PER MAMME: RITROVARE IL TUO PERCHÉ SENZA SENTIRTI IN COLPA

C’è un momento, nella vita di molte mamme, in cui ci si guarda allo specchio e ci si chiede: ma io, al di là di tutto questo, chi sono? Non è una crisi. È una domanda sana. E i giapponesi hanno persino un concetto per risponderci: ikigai, che potremmo tradurre come “la ragione per cui mi alzo la mattina”.

Non è necessariamente un lavoro o una carriera. È qualcosa di più sottile: l’intersezione tra quello che ami fare, quello in cui sei brava, quello di cui il mondo intorno a te ha bisogno e quello che ti dà energia invece di toglierla.

Il problema è che dopo la maternità quella voce si abbassa. Le giornate si riempiono di bisogni altrui, di liste da fare, di cose urgenti. E pian piano si smette di chiedersi cosa si vuole, cosa piace, cosa manca.

Trovare il proprio ikigai non richiede un corso di tre giorni o una settimana da sola in montagna. Richiede piccole domande oneste, fatte con regolarità. Cosa facevi prima di diventare mamma che ti faceva perdere il senso del tempo? C’è qualcosa che fai adesso, anche per pochi minuti, che ti fa sentire te stessa? Cosa ti chiedono spesso gli altri perché sanno che lo sai fare bene?

Le risposte non arrivano tutte insieme. Ma iniziare a farsi le domande è già un movimento nella direzione giusta.

Una mamma che sa chi è, al di là del ruolo, è una mamma più presente. Non perché sia più disponibile, ma perché è più intera. E i bambini lo sentono, eccome se lo sentono.

Il tuo ikigai non è in conflitto con la maternità. Spesso è proprio lì dentro, mescolato con tutto il resto. Basta iniziare a cercarlo.





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