WABI SABI: VIVERE DAVVERO
WABI-SABI: SMETTERE DI RINCORRERE LA PERFEZIONE E INIZIARE A VIVERE DAVVERO
Il disegno è storto. La torta si è rotta a metà. La cameretta è stata riordinata per cinque minuti e già sembra un campo di battaglia. Se sei una mamma che sente il peso di dover tenere tutto sotto controllo, questo post è per te.
In Giappone esiste un concetto antico che si chiama wabi-sabi. Non ha una traduzione precisa, ma l’idea di fondo è questa: la bellezza non sta nella perfezione, sta nell’imperfezione, nel tempo che passa, nelle cose incomplete. Una tazza con una piccola crepa non viene buttata via, viene valorizzata. Quella crepa racconta una storia.
Applicato alla vita familiare, wabi-sabi è quasi rivoluzionario.
Significa guardare il disegno storto di tuo figlio e vederci dentro la concentrazione con cui l’ha fatto, non la proporzione sbagliata delle braccia. Significa lasciare che i bambini aiutino in cucina sapendo già che ci sarà farina sul pavimento, e scegliere di godersi il processo invece di pensare alla pulizia dopo. Significa accettare che una giornata in famiglia raramente va come pianificato, e che spesso le cose migliori succedono proprio negli imprevisti.
La perfezione nella genitorialità non esiste. Esiste però la presenza. Esiste la capacità di stare dentro un momento imperfetto senza volerlo correggere immediatamente.
I bambini non crescono meglio in ambienti perfetti. Crescono meglio in ambienti autentici, dove gli errori vengono accolti, dove le cose rotte a volte si riparano e a volte si lasciano così, dove non c’è bisogno di fingere che tutto vada sempre bene.
La prossima volta che qualcosa non va come dovrebbe, fai un respiro. Guardati intorno. Spesso quello che sembra un disastro è solo la vita, nella sua forma più vera.



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