Prima di educare tuo figlio, educa te stesso
Quando nasce un figlio, improvvisamente iniziamo a farci mille domande.
Come posso crescerlo bene?
Come posso aiutarlo a diventare sicuro di sé?
Come gli insegno a gestire le emozioni?
Come faccio a non ripetere gli errori che hanno fatto con me?
Cerchiamo libri. Ascoltiamo podcast. Salviamo Reel su Instagram che probabilmente non guarderemo mai più. Leggiamo di Montessori, disciplina dolce, neuroscienze, gestione dei capricci, sonno, alimentazione.
Cerchiamo continuamente informazioni su come educare nostro figlio.
Ma c’è una domanda che facciamo molto meno spesso:
Come sto educando me stesso?
Ed è proprio da questa domanda che nasce il mio Metodo di Educazione Yogica e il percorso che racconto nel libro Prima di educare tuo figlio, educa te stesso.
I bambini imparano molto più da quello che siamo
Possiamo spiegare a un bambino cento volte che deve mantenere la calma.
Ma se quando siamo stressati urliamo, perdiamo completamente il controllo o reagiamo impulsivamente, quale delle due cose gli resterà davvero?
Possiamo dirgli di rispettare se stesso, ma se ci vede mettere continuamente i nostri bisogni all’ultimo posto, cosa imparerà?
Possiamo insegnargli che sbagliare è normale e poi insultarci mentalmente ogni volta che siamo noi a commettere un errore.
Possiamo parlargli di gentilezza mentre siamo durissimi con noi stessi.
Ed è qui che, secondo me, comincia una parte importantissima dell’educazione.
Non da quello che diciamo.
Da quello che viviamo.
Prima del bambino c’è l’adulto
Quando ho iniziato a costruire il Metodo di Educazione Yogica mi sono resa conto che spesso parliamo di educazione partendo dal punto sbagliato.
Partiamo dal bambino.
Dal suo comportamento.
Dalle sue emozioni.
Dalle sue reazioni.
Da quello che vorremmo insegnargli.
Io ho sentito il bisogno di tornare ancora più indietro.
Alle radici.
Ed è proprio per questo che la prima fase del mio metodo si chiama Mūla.
Mūla significa radice, origine, base.
Prima di chiederci che tipo di bambino vogliamo crescere, possiamo provare a chiederci:
Che tipo di adulto voglio essere accanto a lui?
Essere genitori fa riemergere anche la nostra storia
C’è poi una cosa che trovo incredibilmente interessante della genitorialità: mentre cresciamo nostro figlio, in qualche modo incontriamo di nuovo anche il bambino che siamo stati.
Ci sono situazioni apparentemente minuscole che riescono a toccare qualcosa di molto più profondo.
Una frase.
Un pianto.
Una richiesta continua.
Un comportamento che ci irrita più di quanto dovrebbe.
E qualche volta la nostra reazione non riguarda soltanto quello che sta succedendo in quel momento.
Dentro di noi ci sono la nostra educazione, le regole con cui siamo cresciuti, ciò che ci è mancato, ciò che abbiamo ricevuto, le aspettative della nostra famiglia e tutte quelle frasi che magari avevamo promesso di non ripetere mai.
Per questo credo sia importante conoscere le proprie radici.
Non per dare la colpa ai nostri genitori.
E nemmeno per cancellare tutto quello che abbiamo ricevuto.
Ma per poter scegliere.
Questo voglio portarlo con me.
Questo, invece, voglio provare a trasformarlo.
È una differenza enorme.
Educare se stessi non significa diventare perfetti
Questa per me è una precisazione fondamentale.
Quando dico “prima di educare tuo figlio, educa te stesso”, non intendo:
Devi risolvere tutti i tuoi problemi prima di avere figli.
Sarebbe impossibile.
E sinceramente anche abbastanza triste pensare alla genitorialità come a un esame per il quale dobbiamo presentarci perfettamente preparati.
Non credo nei genitori perfetti.
Credo nei genitori che continuano a conoscersi.
Che qualche volta sbagliano.
Che perdono la pazienza.
Che si rendono conto di aver reagito male.
Che chiedono scusa.
Che provano di nuovo.
Che continuano a crescere insieme ai propri figli.
Per me la consapevolezza non significa riuscire sempre a fare la cosa giusta.
Significa riuscire, sempre più spesso, a vedere quello che stiamo facendo.
Tuo figlio non ha bisogno della tua perfezione
Forse una delle pressioni più grandi della genitorialità moderna è proprio questa: l’idea di dover fare tutto nel modo giusto.
Il parto giusto.
L’alimentazione giusta.
Il metodo educativo giusto.
Le attività giuste.
Le parole giuste da utilizzare durante una crisi.
La quantità giusta di stimoli.
E nel tentativo di crescere bambini sereni rischiamo di diventare adulti completamente esausti.
Io credo che possiamo alleggerire un po’ tutto questo.
Un bambino non ha bisogno di vivere accanto a una persona che non sbaglia mai.
Ha bisogno di vedere anche cosa succede dopo un errore.
Può vedere un adulto fermarsi.
Respirare.
Riconoscere di aver esagerato.
Chiedere scusa.
Cambiare idea.
Ricominciare.
Anche questo è educare.
Forse, a volte, è una delle forme più potenti di educazione.
L’Educazione Yogica comincia qui
Quando parlo di Educazione Yogica non intendo semplicemente fare yoga insieme ai bambini.
Lo yoga, nel modo in cui lo porto nella genitorialità, è soprattutto un lavoro di presenza, osservazione e consapevolezza.
Prima di intervenire continuamente sul bambino, proviamo a osservare noi stessi.
Come reagisco quando sono stanco?
Cosa succede dentro di me quando mio figlio non mi ascolta?
Quali aspettative sto mettendo su di lui?
Quali paure sono davvero sue e quali appartengono a me?
Che atmosfera sto contribuendo a creare nella nostra casa?
Non dobbiamo avere subito tutte le risposte.
A volte basta iniziare a farci le domande.
Una piccola domanda da portare con te oggi
Vorrei lasciarti con un esercizio semplicissimo.
Pensa per un momento a tuo figlio tra dieci o vent’anni.
Non pensare a quale lavoro farà, a quali risultati avrà raggiunto o a quanto sarà bravo a scuola.
Pensa alla persona che vorresti diventasse.
Serena?
Gentile?
Sicura di sé?
Capace di mettere dei confini?
Libera?
Empatica?
Coraggiosa?
Adesso scegli una sola di queste qualità.
E chiediti:
Quanto spazio ha questa qualità nella mia vita oggi?
Perché forse possiamo iniziare proprio da lì.
Non cercando di insegnarla.
Ma provando, un pochino alla volta, a viverla.
È questa l’idea da cui parte Prima di educare tuo figlio, educa te stesso e l’intera Fase Mūla del Metodo di Educazione Yogica.
Prima delle regole, dei metodi e delle strategie educative ci siamo noi.
Con la nostra storia, le nostre paure, le nostre risorse e le nostre imperfezioni.
Ed è proprio da queste radici che, lentamente, nasce la famiglia che stiamo costruendo.



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